Umeboshi: le tradizionali prugne giapponesi

umeboshiLe Umeboshi sono una parte molto importante della tradizione culinaria giapponese. Vi sarà capitato di vederle, anche se non sono così diffuse in Italia. Certo a meno di non rivolgersi a negozi specializzati.

Sono, invece, molto utilizzate in Giappone ma in generale in tutta l’Asia. Infatti se ne fa grande uso in Corea, Cina e Vietnam.

Proprio in Giappone, però, hanno un ruolo davvero importante. E questo non soltanto per i piatti ma anche per le molte proprietà benefiche riconosciute alle prugne umeboshi.

Benefici che rientrano nella medicina tradizionale giapponese, visto che l’utilizzo di queste prugne giapponesi ha origini che risalgono a diversi secoli indietro nel tempo.

Oggi scopriamo insieme tutto quanto c’è da sapere con una guida davvero completa.

Vediamo come si preparano, come si utilizzano in cucina e perchè le umeboshi fanno bene alla salute.

Se volete fare un vero salto nella tradizione giapponese non potete lasciarvele sfuggire!

Indice dei Contenuti
Umeboshi: un gusto acido e pungente
Come si preparano
Come si utilizzano in cucina
Umeboshi proprietà e benefici per l’organismo
Umeboshi controindicazioni

Umeboshi: un gusto acido e pungente

Partiamo da una premessa. Questi frutti giapponesi sono conosciuti comunemente come prugna giapponese. In realtà non è propriamente così. Sono più simili, infatti, ad un’albicocca.

Sono raccolte da una speciale pianta che si chiama Prunus mume, una sorta di mix tra un albicocco ed un pruno. Proprio per questo non sono esattamente delle prugne, anche se così sono conosciute.

D’altra parte lo stesso nome è composto da Ume (prugna) e Boshi (essiccato). E noi, per comodità, continueremo a chiamarle in questo modo.

Abbiamo detto che le Umeboshi sono prugne salate. Il loro gusto è acido e pungente. Sicuramente la prima volta che le assaggerete non potrete che sbarrare gli occhi. Il sapore è così intenso che fa davvero sobbalzare lo stomaco.

Ma è proprio questo il loro vantaggio, che permette di dare forza ed una marcia in più a diversi cibi giapponesi. Tra cui, chiaramente, diversi tipi di sushi.

Il colore originario è vicino all’arancione anche se spesso si trovano in vendita con un colore rosso intenso. Questo è dovuto all’utilizzo delle foglie di shiso, un colorante naturale utilizzato proprio nella preparazione delle umeboshi.

Come si preparano

Questi frutti giapponesi vengono raccolti dall’albero quando ancora sono acerbi. Dopo essere lavate vengono fatte essiccare al sole per diversi giorni. Procedimento necessario perchè possano perdere una prima parte di liquidi.

In seguito vengono posizionate in barili di legno sotto sale e con un peso a spingerle verso il basso. In questo modo, come per i tradizionali processi di salatura, perdono progressivamente liquido che fuoriesce dai barili.

Possono essere lasciate a riposare da qualche mese (minimo 6) fino a molti anni (solitamente massimo 7). La qualità migliore si ottiene per le umeboshi che sono state anni a riposare. In questi casi il gusto ed il sapore sarà davvero pungente.

Come si utilizzano in cucina

riso con umeboshiAbbiamo anticipato che le possibilità di utilizzo in cucina sono davvero moltissime. Dai tradizionali piatti della cultura giapponese, fino al sushi.

Potete trovarle anche in uno dei tradizionali Bento in vendita in qualsiasi negozio del Giappone.

Nello specifico, ma senza volontà di dare una lista completa, sono utilizzate per:

  • insaporire i cereali, di cui i Giapponesi fanno grande consumo;
  • insaporire le verdure, solitamente bollite;
  • in piccole quantità per dare una marcia in più al riso, alimento principe nella cultura giapponese;
  • per il sushi, ed in particolare per gli Onigiri;
  • per migliorare la presentazione dei piatti. Questo grazie al colore rosso intenso delle umeboshi. E sappiamo quanto sia importante la presentazione dei piatti nella cultura giapponese.

Possono essere consumate sia essiccate che in polvere. In questo secondo caso si parla di shiso momiji.

In vendita potete trovare anche l’acidulato di umeboshi, ottimo per condire le insalate. In particolare ricordate che il sapore dell’acidulato di umeboshi è molto forte, deve quindi essere utilizzato in sostituzione di tutti gli altri condimenti (sale e aceto).

Umeboshi proprietà e benefici per l’organismo

I loro benefici per l’organismo sono riconosciuti da secoli. Sono, infatti, parte integrante della medicina tradizionale giapponese.

Pensate che una prugna essiccata, accompagnata da documenti di carattere medico, è stata trovata in una tomba di ben duemila anni fa in Cina.

Molti giapponesi iniziano la giornata proprio mangiando umeboshi, sinonimo di buona salute, accompagnata da una tazza di tè verde. Un po’ come per noi occidentali la classica mela al giorno. Come si usa dire? “Una mela al giorno toglie il medico di torno“. Quante volte lo avrete sentito dire. Beh, in Giappone vale più o meno lo stesso, ma con l’umeboshi.

Vediamo quali sono i possibili benefici per l’organismo:

  • rimedio contro la nausea. Sono adatte particolarmente per riprendersi da una sbornia!;
  • aiutano la digestione. In particolare sembra che stimolino la produzione di saliva che aiuterebbe a digerire il riso nel migliore dei modi;
  • azione tonica e danno forza all’organismo. Nella tradizione i Samurai avevano sempre con sé le Umeboshi, per dare carica in battaglia!;
  • contro raffreddore e influenza, uno dei rimedi tradizionali tipici in Giappone. Si è soliti consumare l’okayu, una sorta di porridge di riso con l’aggiunta proprio delle prugne giapponesi;
  • rimedio contro abrasioni, ustioni e malattie della pelle. In pasta, da applicare sulla zona interessata;

Umeboshi controindicazioni

Non esistono particolari controindicazioni, se non quella di evitare un consumo eccessivo. Ma del resto questo vale per qualsiasi cibo.

Il gusto, inoltre, è talmente forte che è consigliato l’utilizzo in quantità ridotte. Difficilmente riuscirete a fare una vera e propria scorpacciata di umeboshi.

L’elevato contenuto di sale, però, deve far prestare maggiore attenzione a chi soffre di ipertensione o pressione alta. Il consumo deve essere moderato e, nel caso, è sempre meglio contattare il medico.

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Sono Alessandro e non sono un “normale” appassionato di Sushi, anzi (devo essere sincero!) all’inizio odiavo il Sushi. Proprio così, il suo sapore proprio non mi convinceva. Questo almeno all’inizio. Perchè se l’amore per il Sushi non è nato fin da subito quando è “esploso” non mi ha più abbandonato. Da quel momento ho voluto sperimentare i diversi sapori della tradizione giapponese (non soltanto legati al Sushi!) e soprattutto ho sempre più desiderato di preparlo con le mie mani. Per questo motivo negli ultimi anni mi sono messo alla ricerca dei migliori blog per provare ricette da fare a casa. Ho affinato la mia tecnica e di certo ho ancora molto da imparare! Ho deciso di aprire Sushiacasa per condividere tutto quanto ho imparato! Oltre a questo ho aperto il gruppo Facebook “Io Faccio Sushi!” con un obiettivo ambizioso quanto semplice: creare il gruppo di appassionati sushi più grande in Italia! Condivido i contenuti del sito anche sulla pagina FB ufficiale “Sushiacasa.it”.