Mirin: vino di riso Giapponese

mirin vino di risoIl Mirin è un vino di riso giapponese molto utilizzato nella tradizione culinaria. A dispetto di quanto si possa pensare, infatti, il suo utilizzo principale non è come bevanda quanto come ingrediente per diverse preparazioni.

Al gusto sembra una sorta di Sake, ma con alcune differenze. La gradazione alcolica è decisamente inferiore. E questa è la prima importante differenza. Oltre a questo ha una maggiore concentrazione di zuccheri nonostante non ne siano aggiunti in fase di preparazione. E’ lo stesso processo di fermentazione a determinare questa concentrazione.

Oggi ci soffermiamo proprio su questo. Scopriremo insieme che viene utilizzato per moltissimi piatti della tradizione nipponica.

Tra questi è uno degli ingredienti fondamentali della salsa Teriyaki. Viene inoltre utilizzato per la cottura del pesce, in particolare per l’anguilla, per la zuppa di Miso ed anche per preparare il riso per il sushi.

Può essere utilizzato in sostituzione della salsa di soia per accompagnare i diversi tipi di sushi. Pensate che è talmente importante in Giappone che c’è un giorno dell’anno dedicato a questo vino di riso: il 30 Novembre.

Indice dei Contenuti
Mirin vino di riso: come è fatto?
3 tipi diversi di Mirin
Utilizzato per la preparazione di salse
Le conclusioni: un vino di riso da provare

Mirin vino di riso: come è fatto?

Il colore caratteristico è un giallo paglierino, molto chiaro. Si tratta di un vino di riso, dal gusto particolare.

Viene preparato dalla fermentazione di una particolare tipologia di riso, tipicamente asiatica (difficile trovarlo altrove). Si tratta del cosiddetto riso glutinoso. Il suo nome non ha niente a che vedere con il glutine. Come le altre tipologie di riso, infatti, ne è privo. Viene definito così perchè ottenuto dalla pianta Oryza sativa glutinosa.

La consistenza dopo la cottura è quella di un riso molto colloso. Questo per la presenza di amilopectina, uno speciale amido contenuto nel riso.

E’ conosciuto inoltre come riso dolce. Questo per il suo sapore, particolarmente zuccherato dopo averlo bollito.

3 tipi diversi di Mirin

Nella tradizione giapponese esistono 3 tipi diversi di questo vino di riso. Vediamo quali sono.

  • Hon Mirin. Quello orginale come prevede la tradizione. Il processo di produzione va da 60 giorni a diversi anni. Ha una gradizione alcoli superiore a 15{49eab9e9c290055803a340dca8e3c4209593fba0a340fbfbc82b0f6b1721fe25};
  • Shio Mirin. La gradazione è decisamente inferiore, solitamente arriva fino a 1.5{49eab9e9c290055803a340dca8e3c4209593fba0a340fbfbc82b0f6b1721fe25};
  • Shin Mirin. Non alcolico (o comunque con gradazione inferiore all’1{49eab9e9c290055803a340dca8e3c4209593fba0a340fbfbc82b0f6b1721fe25}). Il sapore è decisamente più leggero. Letteralmente significa “nuovo Mirin”. E’ fortemente legato alla stagionalità tanto che è conosciuto anche con il nome Mirin-fu chomiryo.

Utilizzato per la preparazione di salse

In Giappone è molto utilizzato per la produzione di diverse salse. Della Teriyaki ne abbiamo già parlato all’inizio.

Oltre a questa ricordiamo le seguenti:

  • Salsa Kabayaki. Si tratta della tradizionale salsa di anguilla. Viene realizzat con salsa di soia, Mirin, anguilla e (in alcuni casi) l’aggiunta di lische di pesce;
  • Salsa Mirin Nikirin. Fatta con salsa di soia, dashi, Mirin e Sake. Ha un gusto molto forte, ma da provare;
  • Sushi su. Un salsa tradizionale fatta con aceto di riso, zucchero e salsa Nikirin.

Le conclusioni: un vino di riso da provare

Non è semplice in Italia trovare il Mirin di qualità. Il passaggio necessario, in molti casi, è quello di rivolgersi ad un negozio specializzato. Più difficile è acquistarlo al supermercato, anche se quelli di maggiori dimensioni possono essere forniti. Da non dimenticare l’opzione di acquistare il Mirin sul web. Anzi, quest’ultima consente di ottenere un prodotto di qualità a costi spesso contenuti rispetto ai negozi fisici.

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Sono Alessandro e non sono un “normale” appassionato di Sushi, anzi (devo essere sincero!) all’inizio odiavo il Sushi. Proprio così, il suo sapore proprio non mi convinceva. Questo almeno all’inizio. Perchè se l’amore per il Sushi non è nato fin da subito quando è “esploso” non mi ha più abbandonato. Da quel momento ho voluto sperimentare i diversi sapori della tradizione giapponese (non soltanto legati al Sushi!) e soprattutto ho sempre più desiderato di preparlo con le mie mani. Per questo motivo negli ultimi anni mi sono messo alla ricerca dei migliori blog per provare ricette da fare a casa. Ho affinato la mia tecnica e di certo ho ancora molto da imparare! Ho deciso di aprire Sushiacasa per condividere tutto quanto ho imparato! Oltre a questo ho aperto il gruppo Facebook “Io Faccio Sushi!” con un obiettivo ambizioso quanto semplice: creare il gruppo di appassionati sushi più grande in Italia! Condivido i contenuti del sito anche sulla pagina FB ufficiale “Sushiacasa.it”.