Tagliere per Sushi: quale modello acquistare

tagliere per sushiTra gli strumenti necessari per preparare il sushi a casa rientra senza dubbio il tagliere.

La sua funzionalità è duplice: base d’appoggio per tagliare il pesce crudo e per creare i singoli pezzi a partire da un singolo roll appena preparato.

Oggi, dopo aver parlato dei coltelli giapponesi per sushi, vi guidiamo nella scelta di un buon tagliere per sushi passando in rassegna caratteristiche e materiali. Se ne trovano, infatti, moltissimi tipi in commercio ma non tutti sono adatti.

Ci soffermeremo, in particolare, sui modelli in legno e plastica analizzando vantaggi e svantaggi di ognuno.

In particolare terremo conto dell’aspetto igienico e della pulizia, fondamentali quando si parla non solo di sushi ma di preparazione degli alimenti in genere.

Indice dei Contenuti
Tagliere per sushi: i materiali
I vantaggi (e gli svantaggi) dei taglieri in legno
I taglieri in plastica: vantaggi e svantaggi
Dimensioni, stabilità e forma

Tagliere per sushi: i materiali

I taglieri sono fatti di diversi materiali ma i più diffusi sono il legno e la plastica. Partiamo proprio da questi per capire quale fa al caso nostro.

Tralasciamo, volutamente, quelli realizzati in materiali diversi. Tra questi il vetro: oltre che difficili da trovare in commercio sono estremamente fragili e scivolosi.

Non ci convincono nemmeno quelli in silicone. Certo sono un’evoluzione dei modelli in plastica e sono caratterizzati da una grande stabilità. L’utilizzo, però, di coltelli per sushi affilati non li rende adatti al nostro scopo.

Quando parliamo, quindi, di acquistare un tagliere per sushi limitiamo la scelta al legno o alla plastica.

I vantaggi (e gli svantaggi) dei taglieri in legno

Partiamo con una considerazione importante e che a molti potrebbe sembrare strana. I taglieri in legno sono i più salutari ed igienici. Il motivo è presto detto: i batteri penetrano nel legno e vi rimangono intrappolati. In questo modo si evita la contaminazione con il cibo e la superficie rimane perfettamente igienica. Questo è già un primo motivo per scegliere il legno per il vostro tagliere per sushi.

Quando parliamo di legno, però, ne esistono molte versioni in commercio. Questo perchè questi modelli sono utilizzati non soltanto per il sushi ma anche per la cucina occidentale (ad esempio affettare formaggi, carne e così via).

Principalmente la distinzione da fare è tra legno impiallacciato e legno naturale. Sono da preferire i secondi perchè più morbidi al taglio del coltello dato che la lama passa tra le fibre.

In Giappone il legno preferito è hinoki, un tipo di cipresso, che viene utilizzato anche per i manici dei coltelli. Si tratta, infatti, di un tipo di legno che presenta proprietà antibatteriche e grande rapidità di asciugatura dopo il lavaggio.

Ma quali sono i principali tipi di legno in vendita nel nostro paese? Sicuramente il rovere che ha la caratteristica di essere duro e compatto. Si trovano spesso in commercio legno di pioppo o compensati di abete che sono leggeri ma poco resistenti.

Lo svantaggio dei taglieri in legno è che non possono essere messi in lavastoviglie dal momento che potrebbero deformarsi o spaccarsi. Al contrario vanno puliti a mano con sapone e acqua calda.

Quando è necessaria una pulizia più profonda si può utilizzare un imposto di sale grezzo e acqua da spargere sul tagliere e lasciare riposare per una notte intera. Si tratta di un ottimo modo anche per eliminare possibili odori.

I taglieri in plastica: vantaggi e svantaggi

Partiamo, come fatto poco sopra, dall’igiene. Sia chiaro: ogni modello, indipendentemente dal materiale, richiede un’ottima pulizia ed attenzione.

I taglieri in plastica hanno uno svantaggio: all’interno dei solchi creati dal coltello possono rimanere residui di cibo ed umidità. A differenza del legno non rimangono intrappolati nella plastica ma si presentano in superficie con il rischio di contaminazione degli alimenti. Più piccoli sono le fessure che si creano e maggiore è il rischio.

Oltre a questo presentano altri due svantaggi. Il primo è quello di essere meno stabili per il peso contenuto. Proprio la stabilità è uno degli elementi importanti in fase di acquisto.

Il secondo è relativo alla superficie liscia (o meglio più liscia di una superficie in legno) che potrebbe rendere più difficoltosa la preparazione degli alimenti.

In ultimo, ma non meno importante, i taglieri in plastica (soprattutto di bassa qualità) possono rilasciare pezzetti di materiale che va a contaminare il cibo. Questo non succede con il legno che tende a “rigenerarsi” dopo il taglio con il coltello grazie alla sua proprietà elastica.

Passiamo però ad un importante vantaggio: si possono lavare in lavastoviglie, agevolando così le operazioni di pulizia.

Dimensioni, stabilità e forma

Le dimensioni in commercio possono essere molto varie: i modelli più grandi possono arrivare fino a 70 cm di lunghezza. Una buona idea è di acquistare un tagliere per sushi che possa “ospitare” il pesce più grande che riuscite ad immaginare di tagliare. Ricordatevi, inoltre, che al modello più grande potrete associare taglieri più piccoli per esigenze più ridotte.

Per quanto riguarda la forma esiste una sola scelta: rettangolare. Lasciate perdere i taglieri ovali o rotondi, non sono assolutamente adatti.

La stabilità, infine, è un elemento importante. Deve servire come base di appoggio e, di conseguenza, essere stabile. Per agevolare proprio la stabilità si usa mettere sotto il tagliere uno strofinaccio per un maggior attrito con la base.

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Sono Alessandro e non sono un “normale” appassionato di Sushi, anzi (devo essere sincero!) all’inizio odiavo il Sushi. Proprio così, il suo sapore proprio non mi convinceva. Questo almeno all’inizio. Perchè se l’amore per il Sushi non è nato fin da subito quando è “esploso” non mi ha più abbandonato. Da quel momento ho voluto sperimentare i diversi sapori della tradizione giapponese (non soltanto legati al Sushi!) e soprattutto ho sempre più desiderato di preparlo con le mie mani. Per questo motivo negli ultimi anni mi sono messo alla ricerca dei migliori blog per provare ricette da fare a casa. Ho affinato la mia tecnica e di certo ho ancora molto da imparare! Ho deciso di aprire Sushiacasa per condividere tutto quanto ho imparato! Oltre a questo ho aperto il gruppo Facebook “Io Faccio Sushi!” con un obiettivo ambizioso quanto semplice: creare il gruppo di appassionati sushi più grande in Italia! Condivido i contenuti del sito anche sulla pagina FB ufficiale “Sushiacasa.it”.