Bento: il vero pasto giapponese fuori casa

bento box giapponeseIl Bento è un vero e proprio pilastro della tradizione giapponese. Sicuramente ne avrete sentito parlare ma magari non avete le idee molto chiare.

Oggi ci soffermiamo proprio su questo particolare modo che i giapponesi hanno di consumare il cibo fuori casa. E, come vedremo, le origini sono davvero antiche. Se vi trovate in Giappone, per lavoro o per piacere, non perdete la possibilità di vivere questa esperienza da veri giapponesi!

Partiamo dalla risposta alla domanda più semplice: cosa è il Bento? Si tratta di una comoda scatola per pranzo che, solitamente, contiene diversi scompartimenti per il cibo.

Il suo nome deriva da “biàdanga” che nel dialetto cinese significa “conviente”. E proprio la comodità è uno degli aspetti fondamentali di queste piccole scatole, così importanti nella tradizione.

Scopriamo insieme tutto quanto c’è da sapere!

Indice dei Contenuti
Cosa è il Bento?
I materiali e la decorazione
Bento: la preparazione a casa è parte della tradizione
Kyaraben: creare disegni con il cibo
Un po’ di storia (senza annoiarvi!)
I diversi tipi di Bento

Cosa è il Bento?

La funzione principale di queste scatole è quella di poter gustare comodamente un pasto salutare quando si è fuori casa. Questo vale sia per i bambini a scuola che per gli adulti che si recano al lavoro. Ma non soltanto, visto che come vedremo tra poco sono molto diffuse anche tra i viaggiatori (sia per lavoro che per piacere).

Il Bento box esiste in diverse forme, dimensioni e prezzi. Queste scatole, infatti, devono essere in grado di soddisfare molti gusti. Per questo motivo il cibo che si trova al loro interno può essere molto diverso.

Sono solitamente avvolte nel tessuto o portate in speciali borse da viaggio, insieme alle bacchette cinesi.

Dove si acquistano? Principalmente nei Bento shop (bento-ya, negozi di quartiere). In realtà oggi si trovano anche nei supermercati, dove intere sezioni sono proprio dedicate ai bento box. Anche i ristoranti le preparano, con la possibilità di mangiarle sul posto oppure portarle con sé.

Sono in vendita anche nelle stazioni ferroviarie, ed in questo caso prendono il nome di Ekiben. Non mancano negli aeroporto ed anche qua hanno un nome tutto loro: soraben.

Negli ultimi due casi contengono spesso cibi della regione in cui si acquistano. Un ottimo modo per conquistare con i sapori del luogo anche i viaggiatori di passaggio. Insomma una sorta di promozione turistica, legata alla tradizione.

I materiali e la decorazione

La tradizione prevedeva delle scatole giapponesi in legno, e ancora oggi sono diffuse. Con la modernità, però, sono principalmente in plastica. Hanno in questo caso il vantaggio di essere “usa e getta”. Sono molto diffuse anche le scatole giapponesi in metallo, principalmente alluminio. Non sono adatte a tutti i cibi, in special modo a quelli cotti, ma sono decisamente diffuse. Solitamente si accompagnano con le già citate bacchette e con tovagliette.

Il vantaggio principale, al di là dei materiali, deve essere proprio la comodità. Sono infatti pensate per poterle appoggiare sulle ginocchia e mangiare in qualunque luogo ci si trovi.

In alcuni casi contengono degli socmpartimenti interni con la funzione di thermos. In questi si può posizionare il riso bollito oppure il Miso, molto diffuso nella cucina giapponese.

Altro aspetto importante è la decorazione esterna. Anche quelle in plastica sono spesso decorate, sappiamo quanto sia importante l’aspetto estetico legato al cibo in Giappone. Le scatole tradizionali, addirittura, presentano delle decorazioni fatte a mano.

Bento: la preparazione a casa è parte della tradizione

Se è vero, come abbiamo anticipato, che è possibile acquistarle nei negozi o ristoranti d’altra parte la tradizione impone che siano preparate a casa.

Il caso classico è quello delle mamme che preparano il Bento per i bambini che vanno a scuola. O delle mogli che lo preparano per i mariti che vanno al lavoro.

Richiedono molta pazienza e attenzione, il requisito essenziale è che il cibo sia salutare. Certo, oggi si possono trovare anche le patatine fritte nel Bento. Ma non sono propriamente parte della tradizione!

Solitamente queste scatole contengono carne, pesce, verdure, sottaceti, riso. Possono includere a volte anche un dessert o uno yogurt. E non mancano quasi mai le uova o la frittata Tamagoyaki.

Sono preparate, come abbiamo detto, con molta attenzione. Ci sono addirittura delle vere e proprie regole da rispettare.

Tra queste la proporzione tra il cibo che contengono. Solitamente deve essere 4 : 3 : 2 : 1 ossia 4 parti di riso, 3 parti di contorno, 2 parti di verdure e 1 parte di sottaceti (sappiamo quanto siano importanti per chiudere il pasto in Giappone).

Con contorno si intende il pezzo forte del pasto, solitamente pesce o carne. I sottaceti spesso sono sostituiti dal dessert.

Kyaraben: creare disegni con il cibo

Kyaraben

Kyaraben, il Bento per i bambini

Come abbiamo detto sono preparati dalle mamme per i bambini. E come in tutto il mondo proprio i bambini devono essere “convinti” a mangiare, in particolar modo quando sono fuori casa.

Per questo motivo le scatole sono molto elaborate. In Giappone addirittura si compongono veri e propri disegni con il cibo, realizzando pupazzetti (spesso prendendo ispirazione dai manga giapponesi) oppure faccine.

Si parla di Kyaraben (o Charaben) per fare riferimento a questa pratica di utilizzare il cibo in modo artistico. Ne trovate un ottimo esempio nell’immagine qua a fianco.

Un lavoro che richiede molto tempo per la preparazione. Anzi è necessario avere le idee ben chiare prima della realizzazione.

In molti casi è preferibile addirittura fare un disegno di carta, con uno schema da seguire. Così come è importante avere già chiari i colori dei diversi cibi e l’abbinamento tra loro.

Spesso si utilizza l’alga nori o piccoli pezzetti di prosciutto o formaggio per realizzare i particolari. Ad esempio la bocca o gli occhi di questi animaletti o faccine.

Pensate che oggi esistono veri e propri contest per la realizzazione del Kyaraben più bello!

Un modo per affascinare i bambini e spingerli a mangiare, che rispecchia in pieno l’importanza che gli occhi hanno nella tradizione culinaria giapponese (ed i diversi tipi di sushi ne sono senza dubbio un ottimo esempio!). Si curo la fantasia e creatività non possono mancare per creare questi vere e proprie opere d’arte!

Un po’ di storia (senza annoiarvi!)

I Bento box hanno una storia lunghissima, di secoli e secoli. Basti pensare che la prima comparsa è durante il periodo Kamakura tra il 1185 ed il 1333. Proprio in questo periodo il riso cotto veniva conservato in scatole di latta per portarlo con sé e mangiarlo in viaggio.

E’ però nel periodo Edo (1603 – 1867) che si diffondono ulteriormente utilizzando soprattutto gli onigiri.

Per quanto riguarda il primo Ekiben risale al periodo Meiji (1868 – 1912) e sembra che sia stato preparato e venduto nella stazione di Utsunomiya. Varie stazioni, però, vogliono prendersi il merito del primo Ekiben (come normale che sia).

Dopo la seconda guerra mondiale la tradizione dei Bento ha avuto una piccola crisi. Sono tornati alla ribalta con gli anni ’80 ed oggi sono molto importanti.

I diversi tipi di Bento

bento stazioni giappone

I Bento venduti nelle stazioni giapponesi

Sono molte le combinazioni di cibo che si possono mettere in queste scatole giapponesi. La tradizione riconosce diversi tipi di Bento.

Di seguito trovate quelli più famosi, in modo che se vi trovate in Giappone saprete come scegliere! La lista potrebbe essere molto più estesa, per comodità abbiamo deciso di fare una selezione.

  • Chuka Bento. Contiene cibo cinese e viene spesso utilizzato come snack. Si tratta di un tipo molto diffuso;
  • Hinomaru Bento. Molto particolare, deve il suo nome alla bandiera Giapponese (Hinomaru). Pensate a come è fatta: sfondo bianco con tondo rosso in mezzo. Questa scatola è fatta proprio così. Uno strato di riso con al centro una Umeboshi, la tradizionale prugna salata giapponese. Nessun altro ingrediente, soltanto questi due. Assolutamente da provare;
  • Makunochi Bento. Quello classico, contiene riso, salmone, uova e sottaceti;
  • Sake Bento. Come suggerisce il nome ha al centro il salmone alla griglia (Sake in giapponese);
  • Noriben. Qua sono riso e alga nori a dominare la scena. Contiene semplicemente delle palline di riso avvolte nella nori e condite con salsa di soia. Molto gustoso;
  • Soraben. Ne abbiamo parlato poco sopra, è la versione venduta negli aeroporti;
  • Ekiben. Come sopra, ma con la differenza che sono venduti nelle stazioni;
  • Tori Bento. Pollo cotto in differenti salse e appoggiato sul riso;
  • Hayaben. Si mangia poco prima di un pasto, come per fermare la fame;
  • Shidashi Bento. Viene preparato solitamente dai ristoranti, e consumato in occasioni come funerali o feste. Contiene riso, tempura e verdure. Ci sono diverse varianti con cibo di derivazione occidentale;
  • Shikaeshiben, il bento della vendetta. Si avete letto proprio bene. Questo è un tipo alquanto particolare. Viene preparato per vendetta dalle moglie nei confronti dei mariti. Può presentare insulti scritti sul cibo (si proprio così!) o in alternativa contenere del cibo difficile da mangiare! Come si dice, la vendetta va servita fredda no?

Non bastano forse anni per provarli tutti! Ma di sicuro se siete in Giappone dovete vivere questa esperienza.

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Sono Alessandro e non sono un “normale” appassionato di Sushi, anzi (devo essere sincero!) all’inizio odiavo il Sushi. Proprio così, il suo sapore proprio non mi convinceva. Questo almeno all’inizio. Perchè se l’amore per il Sushi non è nato fin da subito quando è “esploso” non mi ha più abbandonato. Da quel momento ho voluto sperimentare i diversi sapori della tradizione giapponese (non soltanto legati al Sushi!) e soprattutto ho sempre più desiderato di preparlo con le mie mani. Per questo motivo negli ultimi anni mi sono messo alla ricerca dei migliori blog per provare ricette da fare a casa. Ho affinato la mia tecnica e di certo ho ancora molto da imparare! Ho deciso di aprire Sushiacasa per condividere tutto quanto ho imparato! Oltre a questo ho aperto il gruppo Facebook “Io Faccio Sushi!” con un obiettivo ambizioso quanto semplice: creare il gruppo di appassionati sushi più grande in Italia! Condivido i contenuti del sito anche sulla pagina FB ufficiale “Sushiacasa.it”.